Il
concetto di triangolo drammatico viene proposto da Karpman (1968), un esponente del modello di terapia dell'Analisi Transazionale, per
descrivere alcuni particolari aspetti delle comunicazioni disfunzionali.
Secondo l’autore, nelle comunicazioni che prendono una piega disfunzionale
avviene che i partecipanti all’interazione stanno svalutando sé oppure l’altro, intendendo per svalutazione un
processo di disconoscimento di aspetti della realtà che riguardano sé e
l’altro. Nelle
interazioni funzionali, non vi è una svalutazione né di se stessi né degli
altri. Al contrario, nelle interazioni disfunzionali le svalutazioni fanno sì
che l’individuo nel corso delle interazioni assuma una delle seguenti posizioni
esistenziali disfunzionali:
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Triangolo Drammatico |
-
la Vittima,
svaluta sé stessa e si vede come inferiore all’altro;
-
il Persecutore,
svaluta l’altro e lo considera inferiore a sé stesso;
-
il Salvatore,
svaluta le risorse dell’altro offrendogli aiuto da una posizione di
superiorità.
Perché
possa instaurarsi una dinamica interattiva disfunzionale, è necessario che si
creino particolari incastri tra i partecipanti all’interazione. Ad esempio,
affinché uno dei partecipanti impersoni il ruolo di Persecutore o di Salvatore
è necessario che ci sia una Vittima. La creazione di incastri specifici è
facilitata dal fatto che se un individuo impersona un ruolo nel triangolo
drammatico, stimola nell’altro un ruolo complementare. Ad esempio, se un
individuo si rivolge ad un altro impersonando un ruolo di Vittima, è facile che
l’altro si senta stimolato ad assumere il ruolo di Persecutore o Salvatore.
Questi fenomeni si manifestano frequentemente in terapia e possono essere
utilizzati con finalità terapeutiche. Ad esempio, davanti ad un intervento che
parte da uno dei ruoli drammatici, il terapeuta potrebbe rispondere in maniera
tale da non essere agganciato nella comunicazione disfunzionale. Viceversa, se
il terapeuta si sente stimolato a rispondere da Persecutore, Salvatore o Vittima,
può avere degli elementi importanti per definire le dinamiche
transferali/controtransferali che stanno prendendo corpo nel corso della seduta
(Novellino, 2010).
Le
diverse posizioni esistenziali sono rappresentate all’interno di un triangolo
in quanto si assume che non siano fisse, ma che in specifici momenti
dell’interazione disfunzionale i partecipanti all’interazione di spostino un
vertice del triangolo drammatico ad un altro. I passaggi tra un vertice del
triangolo drammatico all’altro sono osservabili in specifiche fasi dei giochi
berniani, caratterizzate dallo scambio nelle posizioni degli interlocutori (Berne, 1968). Vediamo
alcuni esempi di spostamenti nel triangolo drammatico nei giochi (tratti da
Stewart e Joines, 2000).
Un esempio di passaggio da Persecutore a Vittima, si
può osservare nel gioco “Il difetto”.
In questo caso la persona A parte da un ruolo di Persecutore trovando difetti
di qualsiasi tipo nella persona B (che rimane nel ruolo di Vittima). Quando
accade che la persona A viene rifiutata dalla persone B (che esce dal ruolo di
Vittima e passa al ruolo di Persecutore), la A che prima criticava adesso passa
al ruolo di Vittima.
Un esempio di passaggio da Vittima a Persecutore è il
gioco “Sì, ma...”, in cui la persona A
parte da un ruolo di Vittima lamentandosi per le proprie sfortune o i propri
problemi, tuttavia quando l’interlocutore B propone delle soluzioni o dei
consigli (da una posizione di Salvatore), la persona A li rifiuta
sistematicamente passando ad una posizione di Persecutore.
Infine, un esempio
di passaggio da Salvatore a Vittima, si ha bel gioco “Sto solo cercando di aiutarti”, in cui la persona A parte da una
posizione di Salvatore offrendo aiuto (ad una persona B che ricopre il ruolo di
Vittima), per poi passare ad una posizione di Vittima se la persona B rifiuta
l’aiuto, oppure se la persona B gli comunica che l’aiuto offerto non è
abbastanza valido (la persona B passa in questo caso ad una posizione di
Persecutore).
BIBLIOGRAFIA
Berne, E. (1968). Games people play: The psychology of human relationships (Vol. 2768). Penguin UK.
Karpman,
S. (1968). Fairy tales and script drama analysis. Transactional Analysis Bulletin, 7, 26,
39-43.
Novellino, M. (2010). Seminari clinici. La cassetta degli attrezzi dell’analista
transazionale. FrancoAngeli, Milano.
Stewart,
I. & Joines, V. (1987). TA Today.
Tr. It, L’Analisi Transazionale. Guida alla psicologia dei rapporti umani. Garzanti, Milano 2000.